Atac: Pambianchi, stop sprechi, sì a diritti cittadini

“Confimprese come sindacato datoriale privilegia sicuramente l’iniziativa privata perche’ con essa si afferma quello spirito di sana competizione e concorrenza senza il quale sarebbe difficile conseguire miglioramenti nella vita delle persone cosi’ come nella vita pubblica di una citta’ o di una Nazione. Partendo da questa premessa, e’ naturale per noi sostenere convintamente il referendum che il prossimo 11 novembre interpella i cittadini romani sull’Atac”. Lo afferma  Cesare Pambianchi, presidente di Confimprese-Area Metropolitana Roma.

“L’azienda cittadina di trasporto pubblico e’ una delle piu’ grandi in Europa per numero di dipendenti, ma anche una delle piu’ inefficienti e costose. Soltanto nell’ultimo biennio l’Atac “produce” 2,1 milioni di debito al giorno, negli ultimi 9 anni ha accumulato debiti per oltre 7 miliardi di euro. Il costo per vettura/km percorso e’ passato da 6 euro di qualche anno fa, agli attuali 6,5 euro. Con quali benefici per i cittadini e’ sotto gli occhi di tutti: tempi di attesa cresciuti del 20-30%. negli ultimi 4 anni, autobus vecchi, sporchi e privi di manutenzione.
Il concordato dell’anno scorso ha evitato di scaricare sui cittadini il debito accumulato, ma non gli risparmiera’ quello che si va accumulando”.

“Come sta accadendo per Alitalia, con il vice premier Di Maio che ne chiede la nazionalizzazione, cosi’ non deve stupire se a un’azienda pubblica inefficiente e indebitata si chiede di passare la mano e mettere a gara il trasporto pubblico. Conosco molte delle obiezioni, ma ho anche presente che laddove le aziende pubbliche funzionano nessuno pensa di organizzare referendum. La Tube di Londra ha chiuso il bilancio del 2016 con un attivo di 100 milioni di sterline che ovviamente saranno reinvestite per migliorare un servizio gia’ ottimo. Il mio auspicio e l’auspicio di Confimprese e’ che il referendum, sebbene consultivo, invii all’amministrazione capitolina un chiaro segnale di discontinuita'”.