Manovra: Pambianchi (Confimprese), non c’è la crescita attesa

Manovra: Pambianchi (Confimprese), non c’è la crescita attesa “E aggiustamenti proposti non producono cambiamenti sensibili” 

“La manovra economica non è quella leva per la crescita attesa da imprese e lavoratori. L’attesa è stata alimentata dallo stesso governo che assumendo il “cambiamento” come cifra politica della propria azione ha suscitato più di un entusiasmo. Le cose hanno preso pero’ una piega molto diversa con il passare dei mesi”. Ad evidenziarlo è Cesare Pambianchi, presidente Confimprese Roma – Area metropolitana. “Dal lato fiscale, per citare una voce sensibile nel programma di ogni esecutivo – afferma – la flat tax attesa come ossigeno dalle piccole e medie imprese, si è risolta in un contentino circoscritto a una platea esigua di contribuenti con effetti scarsi o nulli sull’occupazione. L’alleggerimento dell’Imu, spuntato fra gli emendamenti del governo, è limitato ai soli “capannoni” e trascura del tutto i locali adibiti alle attivita’ commerciali, cioè al settore che più di altri sta soffrendo la “gelata” dei consumi”.

“Gli aggiustamenti fin qui proposti dal governo non producono cambiamenti sensibili nella manovra. Ne lasciano inalterato il percorso “assistenzialista” e ne confermano la sostanziale indifferenza ai problemi della crescita. Due terzi del nuovo deficit, cioè circa 20 miliardi, sono infatti destinati a misure di sostegno sociale ma ignorano i venti di recessione che hanno preso a soffiare sull’economia mondiale: e se l’Europa prende il raffreddore, l’Italia rischia la polmonite. L’auspicio di Confimprese è in una nuova e più matura riflessione da parte del governo. Per giungere a una manovra davvero sviluppista. Un conto è la creazione di posti e occasioni di lavoro, altro è immaginare “sostituzioni” di lavoratori in pensione con nuove assunzioni. Si tratta di “conservazione” di lavoro e non di “creazione”. È bene essere chiari con gli italiani”, conclude Pambianchi. 
(ANSA).