Confimprese, potrebbero arrivare molti piu’ turisti – Pambianchi a Comune e Regione, tavolo per offerta all’altezza

(ANSA) ROMA, 13 FEB

“A Roma non mancano i turisti, manca la volonta’ dei poteri pubblici di vederne arrivare di piu’, accoglierli meglio, trattenerli piu’ a lungo, e invogliarli a tornare nella ‘citta’ piu’ bella del mondo'”. Lo afferma Confimprese, la quale sottolinea come sia “una valutazione in chiaroscuro quella che emerge dalle statistiche dell’Istat riferite al 2017. Si conferma che con quasi 27 milioni di presenze, Roma e’ la principale destinazione turistica (con il 6,4% del totale sull’Italia). Il 2017 e’ stato un altro anno di notevole crescita del movimento turistico in Italia: gli esercizi ricettivi registrano un nuovo massimo storico, dopo quello del 2016, con oltre 420 milioni di presenze (+4,4% rispetto al 2016) e 123 milioni di arrivi (+5,3%). La crescita e’ stata superiore a quella media europea. Negli esercizi alberghieri le presenze toccano i 275,1 milioni e gli arrivi 93,8 milioni (rispettivamente +2,8% e +3,9% sull’anno precedente); in media la permanenza negli alberghi si conferma pari a 2,9 notti per cliente. Un dato che pone la Capitale al di sotto sia della media nazionale (3,41 giorni) che del dato relativo ad un altro grande attrattore del turismo quale Venezia (3,89)”.

“Le statistiche ci raccontano una realta’ positiva perche’ fotografano le variazioni dei movimenti turistici da un anno all’altro. Non esistono pero’ – osserva Cesare Pambianchi, presidente di Confimprese Roma-Area Metropolitana – statistiche che possano raccontarci il potenziale turistico inespresso di una citta’ come Roma. Con infrastrutture viarie meno indecorose, con una pulizia meno sommaria dei luoghi pubblici, con l’alberatura meglio monitorata, e con servizi di assistenza al turista meno precari. Di quanto potrebbe incrementarsi il fatturato di un settore che vale da solo quasi il 5% del PIL nazionale? E di quanto potrebbe incrementarsi l’occupazione nella Capitale? Perche’ il turismo, calcolando l’indotto e le attivita’ che esso promuove – penso ai taxi, agli esercizi commerciali, ai bar e ai ristoranti – ha un effetto leva nella produzione di ricchezza sul territorio come non ha nessun’altra attivita’ umana. Tutto questo manca a Roma, di tutto questo non vediamo traccia alcuna nei programmi delle amministrazioni pubbliche, a cominciare dal Campidoglio”. Confimprese afferma di aver “cercato sempre il confronto e il dialogo con la giunta capitolina Per dialogare bisogna essere almeno in due, poiche’ il monologo non e’ utile a nessuno, genera frustrazione e impotenza.

Dal convegno promosso da Confimprese rivolgiamo un nuovo appello al sindaco Virginia Raggi, alla Regione Lazio per cio’ che e’ di sua competenza, affinche’ si apra un tavolo operativo per costruire un’offerta turistica all’altezza delle sfide”. (ANSA).